mercoledì 6 settembre 2017

Clandestini: algerini col barchino


Oggi sono sbarcati sessantanove e più clandestini (nel giro di trentasei ore quasi otto sbarchi) provenienti dall'Algeria, approdati in una delle tante spiagge di Chia e dintorni. Certo fa comodo arrivare in Italia in questo modo:  illegalmente, senza uno straccio di documento per poterli identificare. Vero è che fa ancora comodo alloggiare, e mantenersi senza spendere un centesimo, a carico della collettività. I nostri governanti, ancora non hanno risolto la piaga degli sbarchi clandestini che avvengono sistematicamente nelle spiagge del Sud Sardegna. Come ben sappiamo queste persone vengono trasferite nei centri di accoglienza gestiti dalle solite coop che lucrano, ha spese nostre per molto tempo. Finito il periodo stabilito per l'accoglienza verranno lasciati al loro destino, si dedicheranno alle varie attività criminali:  furti,  spaccio,  stupri e quanto di peggio possa esserci. Tutto a scapito della popolazione, contro i cittadini onesti. Certo questi nostri governanti del PD non sanno fare altro che accogliere clandestini per far lucrare le coop, caritas e loro compagni di merende. Avete dato un'occhiata, visto l'articolo? Bene il nostro giornale locale spiega in modo semplice (che non lo è) la prassi in cui avviene la prima accoglienza. Si inizia con il trasferimento dal luogo dello sbarco. Di solito avviene in una spiaggia molto rinomata, piena di turisti, che per raggiungere il mare più bello paga salato sia il viaggio in traghetto o in aereo, che la sistemazione in Hotel o casa vacanze. Il biglietto per la traversata costa mille Euro vergogna. Dicevo del trasferimento che se lo si fa noleggiando un taxi viene a costare tanti soldini che nessuno di noi cittadini onesti potrebbe pagare. Tranquilli, il nostro clandestino usufruirà del comodo viaggio nell' auto della polizia o dei carabinieri. Porterà i nostri baldi giovani clandestini fino a Cagliari dove troverà un confortevole Albergo o in alternativa un bel centro di accoglienza con le principali comodità. A nostre spese, contenti? Arrivati a destinazione ancora non basta. Dobbiamo garantire al nostro eroe (purtroppo per i pidioti il papa, la CHIESA E ORGANIZZAZIONI VARIE sono eroi, scappano da guerre, da carestie e torture) il diritto alla salute. Quindi per loro c'è a disposizione un medico e pertanto viene sottoposto a visita di controllo. Per nostra sfortuna se hanno una malattia contagiosa non so come possa fare il medico a organizzare una diagnosi certa, senza un prelievo di sangue e un successivo esame di laboratorio. Mistero. Avete capito in che mani siamo? Tornando alla visita medica devo dire che la Sanità per fortuna, funziona abbastanza bene per il clandestino, in quanto non deve sottoporsi a snervanti attese. Necessarie per noi cittadini onesti se vogliamo curarci e desideriamo restare in buona salute. Ci sarebbero moltissime cose ancora da analizzare ma mi  fermo qui, facendo solo una riflessione. Tempo fa, feci un commento su un giornale locale; dopo l'arrivo di un certo numero di Algerini sulle nostre coste. Eccolo con relativa risposta.

 Basta la pazienza ha un limite. Sarebbe ora che la guardia costiera e altri mezzi di controllo ponessero fine a questa vera e propria invasione da parte di algerini, clandestini. Altro che visite mediche e centri di accoglienza, ci vorrebbe un calcio nel c...e rispediti indietro a loro spese.



 Cara Dina,    Dovrà andare in Algeria per vedere che la gente li sta meglio degli 'Italani in Italia, uno dei paesi più ricchi e più grandi nel mondo, L'Italia e il secondo partner economico del' Algeria con miliardi di euro di esportazioni, E ci sono migliaia d' Italiani che ci lavorano "dovranno dargli calci in CULO anche a loro".Se ne deve vergognare della sua risposta, Italiani sono dappertutto nel mondo sopra tutto a Londra dove vivo io, dove lo stato Britannico paga la disoccupazione e la casa a molti di loro non mi sorprende perché l' inglesi hanno votato il BREXIT??, mi creda fare l'immigrato non e facile nessuno può stare meglio che a casa sua. La domanda mi sorge spontanea: allora ci restino a casa loro. Giusto ?

Autore del post: Dina Lenti

    


     


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