Blog Italiano di Musica Politica Grafica Tecnologia Vacanze e Cucina. Con la collaborazione di Mirko Fontanella e William Lenti. “La felicità spesso si insinua attraverso una porta che non sapevate di aver lasciato aperta. La porta del mio blog è sempre spalancata, entrate e state comodi. Grazie.
E' sempre un piacere presentare qualcuno o qualcosa agli amici. Così ci si impegna per offrire il meglio di ciò che si possiede. La lista è lunga, ma vedo di sintetizzare e scegliere le cose più importanti da presentare ai nostri amici. C'è chi presenta la mamma con una foto d'epoca, tessendo le sue lodi: mia madre era bella, nobile e colta. Chi presenta la nonna o la bisnonna con tanta nostalgia per il tempo passato, c'è chi presenta gli zii, cercando in rete il proprio albero genealogico, sperando di trovare tracce di un passato nobile, magari un casato di Conti, Visconti o Marchesi, tanto tutto fa brodo. Lasciamo perdere la nobiltà ormai perduta e presentiamo i nostri fedeli amici animali, sempre di moda, poverini!
C'è chi presenta il suo cane, il gatto di casa, chi presenta il coniglio come se fosse un figlio; ma per chi desidera stupire gli amici cosa può esserci di meglio? Beh, il suo coccodrillo allevato in casa fin da piccolo e amato come un parente stretto. Ma non finisce qui perché quelli un po' pazzerelli presentano il loro amico maialino, docile come un cagnolino oppure il serpente che proprio un fedele amico non mi sembra. Dopo tutto anche un serpente puo essere un compagno di giochi per il nostro bambino o no? Basta con gli amici che presentano di tutto e di più, ora anche io vorrei presentarvi, cari amici, qualcosa di modesto ma importante per la mia vita. Vi presento il mio salotto, scritto in versione poetica, fa più colpo no?
Vi presento il mio salotto sempre triste, sempre vuoto, quando lo guardo così affranto vedo scendere una lacrima, ogni tanto. Star da soli è molto triste, caro amico, non disperare forse per te, in futuro qualcosa posso fare. Si, ma non ti lagnare perché due giorni all'anno, per Natale e Capodanno, non sei solo, perché ti illumina una luce molto speciale; la stella cometa che pur di rallegrarti altro non aspetta. La befana vien cantando, i regali va portando, recita una mia poesia, infatti, porterà per noi un dono speciale che i cuori fa rallegrare, Non dimenticare ciò che ora ti dico: verrà a trovarti Leonardo, appena nato, mi raccomando dagli una carezza, come tu sai fare, ogni tanto, quando ti pare.
È la fine dell’impunità dicono gli avversari del primo ministro
ungherese Viktor Orbán, capofila degli “illiberali” in Europa. Con un provvedimento cosi rigoroso, i signori della UE colpiscono duramente l'Ungheria di Orban, mettendo a dura prova la pazienza di una larga parte del popolo ungherese. Questa è un'altra storia, forse ne parlerò in un prossimo post.
Certo a ben vedere, le motivazioni lasciano uno sconcerto ai leader politici dell'estrema destra Europea. L'ipocrisia, non tanto velata regna sovrana all'interno di questa Unione Europea. Bisogna domandarsi, se la sovranità degli stati membri si possa esercitare liberamente o sia un diritto solo sulla carta ma impraticabile nei fatti. Questa Europa pro immigrazione clandestina che non protegge i suoi confini, è contro i popoli che la sostengono e che ne fanno parte. Il presidente Orban, sta cercando il modo di arginare la crescente invasione africana. Se dovesse ancora crescere, allora sarà troppo tardi per riparare i danni e dovremmo aspettarci la tragedia finale.
Mancano pochi mesi alle elezioni Europee ma i "Burocrati" sono disposti a tutto, con il rischio di diventare non più credibili, pur di alimentare l'odio per una destra europea, che sembra oramai avviata ad un'ampia vittoria. I principali esponenti politici della nuova destra: Orban, Le Pen e Salvini, sanno dove soffia il vento del rinnovamento. Nonostante le minacce degli avversari e dell'Unione Europea, niente può fermare questa forza nuova che avanza.
E si, per un Presidente così rigoroso con l' immigrazione
clandestina, non poteva capitare di peggio. I burocrati europei, che
dall'invasione africana traggono linfa vitale per la loro sussistenza,
loro hanno inferto un duro colpo all'Ungheria di Orban. Il Primo Ministro
ungherese, che di certo non nasconde al mondo la sua posizione in
fatto di immigrazione clandestina, è solo reo di aver respinto con forza
e mezzi pacifici, tale ignobile invasione - lo si è visto in Italia confrontarsi con Matteo Salvini, fiero e orgoglioso del suo operato.
Credo che possa esserci una proficua collaborazione con il nostro ministro, per fermare questa ingiustizia verso il popolo italiano. In tempi non sospetti, scrissi
questo post: Budapest e dintorni, bellezza, e sobrietà. Tutte le
città ungheresi, sono belle, ordinate pulite ornate di piante fiori e
frutti. Con pochissimi soldi puoi comprare di tutto, una meraviglia. Le
strade sono bellissime, ho fatto decine di km e non ho trovato ne
incidenti, ne tanto meno caselli autostradali, che ti obbligano a
fermarti e pagare il pedaggio. Con un bollino da dieci euro puoi
percorrere centinaia di km, fermarti per una sosta e mangiare un panino
in mezzo al verde o sostare negli appositi spazi organizzati per i
viaggiatori. La campagna ungherese è coltivata con migliaia di piante
di girasoli dando al panorama un aspetto bello e particolare. Queste
coltivazioni si estendono per centinaia di ettari di terra. Anche
d’estate si sta bene, loro hanno solo i laghi. Sono molto bene
attrezzati, con tante occasioni di divertimento. Consiglio una vacanza
in Ungheria, ne vale la pena.
Sarà per questo o per altro, che questi profughi finti vorrebbero invadere questa bellissima terra? Il
presidente Orban è un vero Nazionalista. È stato Primo ministro
dell’Ungheria dal 1998 al 2002, gli anni del suo primo mandato politico,
durante il quale ha cercato di risollevare l’economia ungherese da una
forte crisi. Nell’ultimo periodo ha attirato ulteriormente su di sé l'attenzione
mediatica, per la sua dura posizione nei confronti degli
immigrati, affermando che le persone arrivate illegalmente dovrebbero
essere deportate in un'isola.
Bella la tua radio, soprattutto la parte dedicata alla
bravissima Amalia Rodrigues. L'hai creata all'interno del tuo blog, non sapevo che si
potesse fare. Bravo complimenti. Sai, amo moltissimo il modo in
cui
si comunica con la radio: in tempo reale, con gli amici vicini e
lontani. Hai scelto dei
brani che arrivano al cuore principalmente le canzoni di Amalia Rodrigues,
la cui voce ha tonalità armoniose che rende affascinante e
unico il suo canto. Le sue canzoni sono emozionanti e il modo di cantare, particolarmente profondo,
lascia un senso di benessere e tranquillità. Amalia, con la sua musica intrisa di suoni e ritmi quasi esotici, ha incantato tutto il mondo. Vedo con piacere che il tuo blog migliora tutti i
giorni, questo significa che ti impegni per dargli una nuova
veste, e questo mi rende felice.
Dopo la versione da parte dell’autore
delle parole, ovvero Roberto Arnaldi (Robertino di Radio e
TeleMonteCarlo nonchè tra i fondatori del Premio Tenco), sia in italiano
che in genovese, ecco la versione ad onor del vero più famosa da parte
di Amalia Rodrigues, tratta dall’album “Amalia in Italia” che contiene
anche il brano “Mio amor, mio amor” con testo italiano scritto sempre
dallo stesso Arnaldi. Le foto che vedete, e che hanno semplicemente il
solo scopo di accompagnare il brano e che non vogliono essere delle
cartoline pubblicitarie, sono state realizzate dal sottoscritto con una
semplice fotocamera di cellulare, mi scuso quindi per la qualità non
perfetta…………
ll
presidente dell’Inps Tito Boeri, da qualche tempo tace: non ho letto
più i tanti ritornelli a favore dei migranti, esternati sui media
compiacenti un giorno sì e l’altro pure. Il signor Boeri martella spesso
su un argomento, quello che gli sta molto a cuore: le nostre pensioni.
Per questo ripete in continuazione che i migranti ci pagano le pensioni.
Ora, forse, la nuova situazione creatasi in Italia con la chiusura dei
porti e la drastica diminuzione dell’arrivo di migranti, vede diminuire
la possibilità che il tanto declamato merito di questi ultimi che
ci pagano la pensione sia diventato alquanto remoto. La domanda che
mi pongo è la seguente: sarà per questo o per altro che tace? Eccolo il
post precedente, buona lettura.
Tito Boeri Presidente dell’Inps, non riesce a star zitto
nemmeno un attimo; si vergogni, basta. Il ministro Salvini parla forte e
chiaro quando prospetta la possibilità e la necessità di sostituire il
capo deIl’Inps. Questi “sinistri” ci sono o ci fanno? non passa giorno
in cui non esternano il solito pensiero ormai logoro: gli immigrati
ci pagano le pensioni. Fra questi ci sono pochi regolari, un numero
insufficiente per poterci garantire una pensione anche minima. Boeri
pensi piuttosto a come, tanti giovani sono costretti a scappare
dall’Italia per cercare una sistemazione adeguata e potersi creare una
famiglia. Magari in un prossimo futuro si potrebbe pensare ad ampliarla
con più figli. Per incoraggiare i giovani in questo
senso (più figli più benessere) ci vuole un incentivo, come i vecchi
tempi Boeri su questa possibilità, dovresti ragionare.
Mi chiedo se tutto questo sia fattibile per gli italiani; spero che il
governo giallo-verde stia lavorando su questa prospettiva. Lo capisce
anche un bambino che il nostro ministro parla di chiudere qualsiasi
porto, in modo che debelli la piaga dell’immigrazione clandestina e
l’invasione selvaggia di gente nullafacente. Per la maggior parte di
questi non sarà mai possibile trovare un lavoro e contribuire alla
crescita del nostro Paese. Chi straparla e chiede porti aperti è in
malafede, anche perché loro ci campano, chiaro? Mi sa che la pensione la dobbiamo pagare noi a loro. Date uno sguardo a questo cartello.
Sono passati vent’anni da
allora, ci manchi! Queste poche e semplici parole sono per te, Lucio. Le
tue belle melodie vivranno per sempre, anche se sono state scritte
tantissime canzoni da allora. Resterai unico, intramontabile e sarai
sempre nei nostri cuori.
Tra genio e mistero, sono vent’anni dalla scomparsa di Lucio
Battisti. Nel frattempo emergono nuovi dettagli sul nodo dei diritti per
le canzoni di Mogol