venerdì 24 novembre 2017

Italia del mio cuore

  63 anni di Trieste Italiana.  Il 26 ottobre 1954, i soldati italiani entravano a Trieste per la prima volta dopo dieci anni, liberandola dall'occupazione jugoslava. Quel giorno la città cessava di essere un territorio amministrato dalla comunità internazionale e tornava a fare parte dell'Italia. Ho visitato Trieste con molto piacere, è bellissima. Allora cosa aspetti, vai a Trieste.     

Ecco il testo della canzone, emozionante nella melodia e nelle parole:

Per le spiagge, per le rive di Trieste suona e chiama di San Giusto la Campana: l'ora suona, l'ora suona non lontana che più schiava non sarà. Le ragazze di Trieste cantan tutte con ardore: o Italia, o Italia del mio cuore, tu ci vieni a liberar. Le ragazze di Trieste cantan tutte con ardore: o Italia, o Italia del mio cuore, tu ci vieni a liberar! Avrà baci, fiori e rose la marina, la campana perderà la nota mesta; su San Giusto sventolar vedremo a festa il vessillo tricolor. Le ragazze di Trieste cantan tutte con ardore: o Italia, o Italia del mio cuore, tu ci vieni a liberar. Le ragazze di Trieste cantan tutte con ardore: o Italia, o Italia del mio cuore, tu ci vieni a liberar!

 Ringrazio infinitamente tutte le persone che hanno la bontà di visitare questo Blog. Grazie amici,  benvenuti da tutto il Mondo.

P.s
Ringrazio di cuore il mio amico Blogger, per avermi fatto conoscere, attraverso il suo blog, questa bellissima canzone. Grazie amico.

Italia mia, presto sarai liberata da Francesco.

 
Questa è la parodia della canzone le Campane Di San Giusto.
Fatti e persone, sono puramente casuali.

Per le spiagge, per le rive dell'Italia suona e chiama da San Pietro la Campana: l'ora suona, l'ora suona non lontana che più schiava non sarai. Le ragazze Italiane cantan tutte con ardore: o Francesco, o Francesco,  del mio cuore, tu ci vieni a liberar. Le ragazze italiane cantan tutte con ardore: o Francesco , o Francesco del mio cuore, tu ci vieni a liberar! Avrà baci, fiori e rose la mia Italia, e San Pietro perderà la nota mesta; su San Pietro sventolar vedremo a festa il vessillo tricolor. Le ragazze Italiane cantan tutte con ardore: o Francesco , o Francesco del mio cuore, tu ci vieni a liberar. Le ragazze  Italiane cantan tutte con ardore: o Francesco  o Francesco del mio cuore, tu ci vieni a liberar! Francesco viene a liberarci ? Quando mai!!!

Africani, asiatici, rumeni, slavi, cinesi, congolesi, gambiani. Insomma stiamo rischiando di doverci dividere la nostra Nazione con sedicenti finti profughi. L'Italia è unica, indivisibile. Quindi riprendiamocela prima che sia troppo tardi. Certo è che questi finti rifugiati africani, e non solo, arrivano in Italia credendo di fare ciò di cui non sono capaci ovvero cercarsi un lavoro e mantenersi da soli. Purtroppo sono appoggiati dal nostro governo e dai presunti buonismi, da coop rosse bianche e di vario tipo che ci campano. Appunto per questo si permettono di fare quello che tutti vediamo e sopportiamo pazientemente, provocando lo sdegno delle persone oneste. Hai capito caro gentiglione a cosa servono i ponti che vai dicendo, a distruggere l'Italia, gli Italiani. Traditore che non sei altro.Un giorno non molto lontano la pagherete, perchè sarà il popolo a farlo.

lunedì 20 novembre 2017

Amici di questo Blog, ho scelto per voi frasi celebri.Troverete anche un video molto interessante.


 

 

 

Isaac Bashevis Singer foto Isaac Bashevis Singer „Non si stancava mai di guardare sorgere il sole: rosso acceso, dorato, lavato nelle acque del grande mare. Il sole nascente gli ispirava sempre lo stesso pensiero: a differenza dell'astro celeste, il figlio dell'uomo non si rinnova mai e per questo è destinato alla morte. L'uomo ha ricordi, rimorsi e rancori che si accumulano dentro di lui come strati di polvere finché gli impediscono di ricevere la luce e la vita che discende dal cielo. Il creato, invece, si rinnova costantemente. Se il cielo si rannuvola, poi si rasserena. Il sole tramonta, ma ogni mattino rinasce. Le stelle o la luna non recano le tracce del tempo. La continuità del processo di creazione della natura non appare mai tanto ovvia come all'alba, quando cade la rugiada, gli uccellini cinguettano, il fiume s'infiamma, l'erba è umida e fresca. Felice è l'uomo che sa rinnovarsi insieme al creato.“

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/isaac-bashevis-singer/

 

 

 

Isaac Bashevis Singer foto Isaac Bashevis Singer „Non si stancava mai di guardare sorgere il sole: rosso acceso, dorato, lavato nelle acque del grande mare. Il sole nascente gli ispirava sempre lo stesso pensiero: a differenza dell'astro celeste, il figlio dell'uomo non si rinnova mai e per questo è destinato alla morte. L'uomo ha ricordi, rimorsi e rancori che si accumulano dentro di lui come strati di polvere finché gli impediscono di ricevere la luce e la vita che discende dal cielo. Il creato, invece, si rinnova costantemente. Se il cielo si rannuvola, poi si rasserena. Il sole tramonta, ma ogni mattino rinasce. Le stelle o la luna non recano le tracce del tempo. La continuità del processo di creazione della natura non appare mai tanto ovvia come all'alba, quando cade la rugiada, gli uccellini cinguettano, il fiume s'infiamma, l'erba è umida e fresca. Felice è l'uomo che sa rinnovarsi insieme al creato.“

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/isaac-bashevis-singer/
„Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo. Trovo abominevoli le cose che dici, ma darò la vita perché tu possa dirle.“

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/voltaire/
Francesco Masala „Sono nato in un villaggio di contadini e di pastori, fra Goceano e Logudoro, nella Sardegna settentrionale e, durante la mia infanzia, ho sentito parlare e ho parlato solo in lingua sarda: in prima elementare, il maestro, un uomo severo sempre vestito di nero, ci proibì, a me e ai miei coetanei, di parlare nell'unica lingua che conoscevamo e ci obbligò a parlare in lingua italiana, la «lingua della Patria», ci disse. Fu così che, da vivaci e intelligenti che eravamo, diventammo, tutti, tonti e tristi.“ da Il Parroco di Arasolé, Edizioni Il Maestrale, 2001, p. 121

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/francesco-masala/
„Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo. Trovo abominevoli le cose che dici, ma darò la vita perché tu possa dirle.“

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/voltaire/

domenica 19 novembre 2017

Sogno o Realtà

 

 

Questo post è pubblicato presso la  piattaforma wodpress e lo dedico alla mia casa sorella Anna. So che ama quello che scrivo, anche se spesse volte i miei scritti non sono proprio tanto apprezzati. Basta anche una sola persona che legga per convincermi che scrivere è una cosa bellissima. Se potrò continuerò a farlo finché Dio lo vorrà.

Ci siamo incontrati in un sogno sotto un bellissimo cielo stellato. Ti do un forte abbraccio un dolce bacio e ti chiedo come stai, come va la tua vita. Vorrei sapere se da te splende sempre un raggio di sole o magari piove, oppure fischia il vento o nevica. Sapere se vedi volare le rondini, tutte insieme o con un po di fantasia immaginarle disegnare per noi un grande cuore. So che non ami parlare di te anche se per me è difficile capirne il motivo. Credo sia importante quando qualcuno ti presta attenzione, ti ascolta, apprezza il tuo modo di vivere, di gioire per tante piccole e semplici cose. Osservare il sorgere del sole e vedere nascere un nuovo giorno, o invece vederlo morire quando al tramonto il cielo si tinge di rosso e poi lentamente diventa scuro. Magicamente vedi le stelle brillare, incominci a contarle e poi, siccome sono troppe, ti arrendi e ti siedi per godere il fresco della sera. Mi capita d’estate dopo una giornata di lavoro o al ritorno dal mare. Immagina come sarebbe meraviglioso poterle vivere realmente queste emozioni. Magari con la persona che ami, che vive nella tua mente sempre, ogni istante della tua esistenza. Vorrei sapere molte cose della tua vita, dei tuoi sentimenti o più semplicemente se d'estate vai al mare e ti diverti. Tante domande per te, zero risposte forse per me. So che devo abituarmi a non farle le domande, se voglio scrivere nel tuo blog. Ancora una volta ti dico che lo trovo bellissimo. Si nota che sei un uomo di vasta cultura e sopra tutto gentile e comprensivo con me. Hai pubblicato sempre i miei post anche se non meritano la tua attenzione. Mi hai sempre incoraggiata a scrivere, a superare la paura di non farcela e cosi ho fatto. Forse anche troppo, ho approfittato del tuo blog ti chiedo scusa per questo. Ormai si è fatto tardi la notte magica per me termina qui e mi dispiace. Aveva ragione Indro Montanelli quando disse: i sogni muoiono all'alba.

 P.S Fatti e persone di questo articolo, sono puramente immaginarie.
Autore del post:  Dina Lenti

 

giovedì 16 novembre 2017

Traditori del popolo Italiano

Africani, asiatici, rumeni, slavi, cinesi, congolesi, gambiani. Insomma abbiamo l'imbarazzo della scelta. L'Italia è unica, indivisibile. Quindi riprendiamocela prima che sia troppo tardi. Certo è che questi presunti profughi africani, e non solo,  arrivano in Italia credendo di fare ciò di cui non sono capaci ovvero cercarsi un lavoro e mantenersi da soli. Purtroppo sono appoggiati dal nostro governo e dai presunti buonismi, da coop rosse bianche e di vario tipo che ci campano. Appunto per questo si permettono di fare quello che tutti vediamo e sopportiamo pazientemente, provocando lo sdegno delle persone oneste. Hai capito caro gentiglione a cosa servono i ponti che vai dicendo, a distruggere l'Italia, gli Italiani. Traditore che non sei altro.Un giorno non molto lontano la pagherete, perchè sarà il popolo a farlo.

Il caffè della Peppina

A proposito di Peppina, Italiana, terremotata, di novantacinque anni, sfratata dalle istituzioni, della sua casetta in legno comoda e accogliente, è stata pure definita dalla stampa come "Nonna Peppina."(il suo nome è Giuseppa Fattori). Per via del partito Lega Nord, interessato alla sua vicenda, il tutto è andato a buon fine. Questo dramma tutto italiano, è stato risolto positivamente tramite il Segretario Matteo Salvini, candidato Premier alle prossime elezioni politiche del 2018. La Signora è rientrata nella sua dolce casetta, ma le rimane l'appellativo di "Nonna Peppina." Cercando in rete per farle un omaggio, ho trovato una citazione molto bella, veritiera e condivisibile. Sono assolutamente d'accordo con questa brava scrittrice e giornalista Italiana. Ecco la citazione: „Io non voglio più sentire chiamare nonno una persona anziana. Non è possibile che in questo paese una persona sia definita in base alla capacità di procreare. Chi si occupa di comunicazione deve riflettere su una rapida presa di coscienza etica, altrimenti non ne usciamo.“

Autore del post: Dina Lenti

martedì 14 novembre 2017

Non tutti i mali vengono per nuocere

García: Questo stupido è del parere che il matrimonio sia una gabbia; e io non comprendo il motivo di codesta opinione da animale. Lucindo: Non meravigliatevene, don García. Raccontano di Leopolda la  toscana che un giorno prese marito, secondo l'uso fiorentino, a Firenze, e un suo amico, vedendo che la sposo di Leopolda era piccolissimo di statura, gli disse scherzando: «Che cosa pensavate di fare, Leopolda, prendendo un marito così minuscolo, benché la vita sia così breve?» E Leopolda replicò : «Nessuno deve farmi una colpa di questo errore, perché fra tutti i mali del matrimonio si deve scegliere il minore!»“ 

Autore della citazione:  Lope De Vega

Lope De Vega

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/lope-de-vega/
Lope De Vega

Riferimento: https://le-citazioni.it/autori/lope-de-vega/
Lope De Vega

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Gentile signora, chiedo scusa per il rittardo nel rispondere  alla sua richiesta per l'affitto   L'appartamento è disponibile il p...