lunedì 19 marzo 2018

Cara sorella ti scrivo.

Non ti stancavi mai di guardare sorgere il sole: rosso,  acceso, dorato, lavato nelle acque del grande mare. Il sole nascente ti ispirava sempre lo stesso pensiero: a differenza dell'astro celeste, il figlio dell'uomo non si rinnova mai e per questo è destinato alla morte. L'uomo ha ricordi, rimorsi e rancori che si accumulano dentro di lui come strati di polvere finché gli impediscono di ricevere la luce e la vita che discende dal cielo. Il creato, invece, si rinnova costantemente. Se il cielo si rannuvola, poi si rasserena. Il sole tramonta, ma ogni mattino rinasce. Le stelle o la luna non recano le tracce del tempo. La continuità del processo di creazione della natura non appare mai tanto ovvia come all'alba, quando cade la rugiada, gli uccellini cinguettano, il fiume s'infiamma, l'erba è umida e fresca. Felice è l'uomo che sa rinnovarsi insieme al creato.

Cultura, che passione

Autore del post: Dina Lenti Siamo ridotti proprio male... Mi domando: i beni culturali, sono o no le nostre ricchezze? Con le tasse c...